Barbara Monti

Meditazione, crescita personale, costellazioni familiari e aziendali

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Rispetto per le donne: cominciamo da noi

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Marzo è il mese della donna: si parla di rispetto, di parità, di dignità. Si parla di riconoscimento e di darsi il permesso di sbocciare come fiori, di smettere di farsi da parte in favore di altri, di sacrificare la propria voce per il quieto vivere, di prendere a buon diritto il proprio posto nel mondo, in famiglia, al lavoro. Bisogna in assoluto parlarne, organizzare feste tra amiche e cerchi di donne, ricevere mimose profumate e donarne; bisogna celebrare la bellezza del femminile e onorarne la forza e la delicatezza, e lottare contro ogni discriminazione di genere e contro l’idea radicata da secoli che il valore della donna sia secondario, superfluo, ridicolo o pericoloso.

Oggi voglio mettere l’accento su un elemento straordinariamente potente, già a disposizione di tutte le donne, che può fare e in effetti fa tutta la differenza lungo la via della libertà, del rispetto e del potere femminili: come ci comportiamo fra di noi.

Quando una donna sta male, è in difficoltà, ha dei problemi di salute, di soldi, d’amore, con i figli, con la famiglia, con il lavoro…è molto naturale per tutte le altre starle vicino con sostegno pratico, emotivo, economico e fare con rapidità e volentieri tutto quello che serve per costruirle intorno una rete di sicurezza. Questo lo sappiamo fare bene.
Ma cosa succede troppo spesso, quando una donna non sta male, anzi magari sta bene? Sboccia in tutto il suo splendore, occupa il proprio posto con determinazione, raggiunge una qualche forma di successo e felicità?
Succede che le altre donne intorno non sanno più come relazionarsi a lei che è fuori dalla posizione di bisogno, e non sempre ma probabilmente troppo spesso, si sentono quasi escluse dalla festa e si comportano come chi non è stata invitata. Non solo, quasi tradita. Come ha osato? Chi si crede di essere?

In che modo le donne sono capaci di sostenersi nel successo quanto nel dolore? In che modo incoraggiamo la bellezza delle altre donne per poi viverle come una minaccia? In che modo siamo le prime a criticare e limitare l’espansione di una di noi, per poi soffrire tutte quando questi limiti ci vengono imposti dall’esterno? In che modo ci miniamo dall’interno?

Abbiamo imparato dal passato ad essere unite nella debolezza, ora se vogliamo davvero che qualcosa cambi là fuori e che il potere femminile venga apprezzato e riconosciuto, è il momento di imparare ad essere unite nella forza.
Siamo già capaci di tenerci strette nella limitazione, ora è fondamentale, per noi e per le nostre figlie e per tutte le sorelle del mondo, che decidiamo di essere solidali nell’ abbondanza, nel successo e nella gioia.

Ogni donna che manifesta il proprio potere libera tutte, ogni donna che ha il coraggio di far sentire la propria voce regala coraggio a tutte le altre; ogni donna che rispetta un’altra donna insegna al mondo che le donne vanno rispettate.
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