Barbara Monti

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La relazione, prezioso specchio

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articolo pubblicato da “con noi”, rivista informativa del comune di Bressanone, aprile 2008

La relazione, prezioso specchio

di Barbara Monti
www.barbaramonti.it
pubblicato da “con noi”, rivista informativa del comune di Bressanone, aprile 2008

Ogni incontro fra un uomo e una donna è come un viaggio in un paese straniero: lontano, affascinante, misterioso. La terra a cui si va incontro ha qualcosa che a noi manca e che desideriamo conoscere e conquistare, dapprima animati da entusiasmo e poi sostenuti dalla tenacia e dalla fiducia nell’ideale che dal principio ci aveva spinti.
Come in qualsiasi viaggio presto ci troviamo di fronte a paesaggi che non conosciamo, linguaggi, abitudini e sapori che non comprendiamo, e spesso siamo spaesati e forse insicuri. Il maschile e il femminile sono mondi profondamente diversi, universi in cui si sente, pensa, parla ed agisce con linguaggi che non s’intendono a prima vista, ma richiedono un profondo impegno, molta pazienza e, perché no, anche una buona dose di umorismo per avvicinarsi.
Ogni volta che comincia una storia d’amore investiamo tutti noi stessi nella speranza che si tratterà della “donna giusta” o dell’ “uomo dei miei sogni”; lei o lui, finalmente, ci renderanno felici. Dopo poco tuttavia, si scopre che il tanto idealizzato compagno non è esattamente come si sperava, e la tendenza più comune è quella di chiudersi nella propria delusione, oppure di accusare l’altro di non essere all’altezza delle nostre aspettative. Non siamo felici, e la colpa è di chi abbiamo di fronte; oppure nostra perché ci siamo sbagliati, o addirittura della sorte che ci è nemica. Il principe azzurro è di nuovo ranocchio, la principessa è di nuovo vestita di stracci.

La prima chiave per scrivere un nuovo finale a questa storia, è di vedere la relazione come un punto di partenza anziché d’arrivo, e comprendere che la felicità non è qualcosa da riporre nelle mani dell’altro sperando che sia all’altezza di un compito tanto arduo; cominciare invece ad assumersi ciascuno la responsabilità di ciò che si porta e si prende dal rapporto, rendendolo così un crogiolo creativo in cui entrambi possano scoprirsi dapprima ai propri occhi e poi anche agli occhi dell’altro.
E’ un luogo comune troppo minaccioso quello di credere che il passare del tempo porti inevitabilmente a noia, incomprensioni, affievolirsi della passione e solitudine: questo avviene soltanto se l’amore iniziale è un bene dato che man mano si consuma ed esaurisce, e se manca la materia prima di qualsiasi relazione, sia d’amore oppure no: la comunicazione.
A comunicare s’impara, così come ad amare. Non ci viene servito su un vassoio d’argento al primo bacio, ma richiede tempo, interesse e qualche regola di base: parlare del proprio sentire piuttosto che accusare l’altro, trovare un tempo ed un luogo adatti per entrambi, concentrarsi sullo scambio anziché solo sul prendere e, soprattutto, tenere l’attenzione sulla gratitudine. Lo scopo della comunicazione non è vincere, ma creare uno spazio in cui capirsi, esprimersi e saper ascoltare. C’è un modo per dire qualsiasi cosa, si tratta di trovarlo.