Barbara Monti

Meditazione, crescita personale, costellazioni familiari e aziendali

La comunicazione nelle diverse fasi del ciclo

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articolo pubblicato sul blog GruppoMacro il 19-01-2015

Se è vero quello che afferma la teologa e scrittrice Jutta Voss nel suo splendido libro Luna nera, “la donna non ha il ciclo; la donna è il ciclo”, allora significa che nei diversi momenti della vita mestruale ogni signora o signorina è diversa: quindi pensa, parla, mangia, dorme, sogna, sente, ama, lavora e comunica in modo diverso.
E’ sempre la stessa persona naturalmente ma, proprio come la luna, nelle sue diverse fasi assume molteplici forme e si tinge di colori differenti. Fino a poco tempo fa questo variare è stato visto come segno di inconsistenza e inaffidabilità (la donna è mobile canta Giuseppe Verdi e con lui molti altri durante l’ 800 ma anche dopo) della natura femminile, eccessivamente mutevole per essere compresa e anzi in necessità di essere spesso anche curata, sia psichicamente sia fisicamente, tramite fumigazioni, salassi, astinenza o sblocco sessuale (matrimonio), pratiche di isolamento e addirittura l’asportazione dell’utero stesso.
Finalmente oggi, seppur lentamente, cominciamo a ripristinare un senso e un valore a queste molteplici sfumature, considerandole anzi come una ricchezza. Impariamo, donne e uomini insieme, a capire che la vulnerabilità non è debolezza ma forza, e che la capacità di vedere le cose da molti punti di vista non è mancanza di una prospettiva propria ma l’arte di guardare oltre se stessi.
Una delle cose che cambiano molto durante il ciclo è senz’altro il modo di comunicare. A volte si è disposte a passare sopra a tutto senza troppi pensieri, mentre altre ci si muove nelle relazioni con la lente d’ingrandimento a caccia di ogni più piccola cosa che non quadra.
In generale durante l’ovulazione le donne vivono e si vivono con maggiore agio e leggerezza, sono meno sensibili e quindi feribili e non perdono troppo tempo a rimuginare sopra alle cose. Al contempo, la carica energetica a disposizione spesso accelera il ritmo del pensiero e dell’azione e si tende a trasformarsi in una specie di bomba creativa. Mille idee, mille progetti, una gran voglia di vedere gente, tenere i contatti e comunicare con tutti: relazioni intime e familiari e, perché no, anche gli sconosciuti!
Questo è un buon momento per creare nuovi contatti, tessere le reti, iniziare progetti e dedicarsi alla programmazione. Le energie non mancano e la predisposizione ottimista e solare condisce il tutto di entusiasmo, contribuendo ad un esito positivo delle attività. Unico avvertimento: non esagerate! Spesso si tende a sovraccaricare il programma basandosi sulla sensazione di energie infinite che si ha in questi giorni, dimenticando che poi le forze diminuiranno e l’agenda fitta di impegni che oggi mi elettrizza domani – o meglio fra due settimane- mi apparirà come un incubo!
Infatti, man mano che il ciclo avanza e si va verso la mestruazione, le energie vitali calano e soprattutto tendono a ritirarsi all’interno. I giorni che precedono il sangue vero e proprio sono spesso accompagnati da una tensione più o meno forte, di natura mentale, emotiva e per molte anche fisica. Cala la sera, il cielo si rabbuia, i pensieri si fanno cupi e talvolta cattivi; ci si sente più esposte, meno al sicuro, più facili da offendere e ferire e le cose assumono significati giganteschi. In evidenza c’è tutto quello che in noi e nella nostra non funziona. Tutta la rabbia che è stata accumulata nel resto del mese è pronta ad esplodere, come una pentola a pressione, e si avverte un’esigenza irrefrenabile di chiarire tutto quello che non va. Unico avvertimento: attenzione a non lasciare che questa carica sortisca effetti distruttivi anziché creativi, per voi e per le persone che vi circondano!
Poi, insieme alla mestruazione, di solito la tensione si scioglie e c’è la possibilità di entrare in uno spazio ancora diverso: lento, rarefatto, magico. Uno spazio di solitudine simile alla meditazione, uno stato ormonalmente alterato di coscienza in cui spesso si desidera il silenzio. Se la comunicazione con l’esterno passa in secondo piano, si riaccende quella interiore e l’intuizione e la creatività vanno a mille. Forse ho voglia di scrivere una lettera, una poesia, o di entrare in contatto con la mia natura più profonda e “comunicarla” al mondo in maniera non-lineare; con un dipinto, una torta, o semplicemente un bel sogno mentre riposo al caldo sul divano.

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