Barbara Monti

Meditazione, crescita personale, costellazioni familiari e aziendali

Femminile e Futuro - IV Simposio Mondiale di Studi Umanisti

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Intervento di Barbara Monti al
IV Simposio Mondiale del Centro Studi Umanisti, Attigliano Terni
1-2 novembre 2014

Il femminile è ferito. Non solo nel corpo e nella psiche delle donne, ma nella struttura sociale, nel modo parziale di pensare, nei progetti economici a breve termine basati sullo sfruttamento di persone e risorse, nei comportamenti violenti, nella negazione dei bisogni altrui e nell’esaltazione dei propri, nell’isolamento dei vulnerabili e nella solitudine di anziani e bambini.

E senza Femminile non c’è futuro, così come non c’è futuro possibile senza Maschile; è giunto il momento, se davvero vogliamo scoprire l’Umano (come indica il titolo del nostro riunirci in questi giorni) nella sua completezza e bellezza, di trovare un modo nuovo ed efficace di pensare e di vivere.

Io credo fortemente che non vi possa essere né evoluzione né libertà finché non si riesca a restituire un dignitoso valore al Femminile; a farlo riemergere dall’ombra e dal silenzio, ripristinando un posto alla luce del sole, non soltanto della luna.
Il Femminile non è delle donne: è la metà della coscienza, del cervello e degli ormoni di ogni essere umano – anche degli uomini.

Il Femminile non è un corpo sensuale o un tacco alto e non si tratta solo di metà della popolazione mondiale. Il Femminile è di tutti, è dentro tutti, è tutti: un modo di sentire, pensare, parlare, desiderare, ascoltare, muoversi, progettare e sognare. Non è la forza delle donne, come non è la debolezza degli uomini. Non un motivo per opprimere, né uno per subire l’oppressione.

Proprio per questo, se vogliamo davvero uscire dallo “stabilito”, allora dobbiamo anche uscire dalla vecchia rivalità tra uomo e donna e la millenaria lotta per il potere tra i due che ha già portato a violenze inaccettabili e a vergognose sofferenze. Lo stabilito concepisce tra Maschile e Femminile, tra uomini e donne, una separazione; su questa separazione si basa la nostra società da millenni.
Fin dall’antichità infatti, sulla base della differenziazione sessuale tra maschi e femmine, si è fatta largo prima nelle menti e poi nelle convenzioni sociali e religiose, una netta distinzione fra questi due mondi considerati contrapposti, e quindi destinati a non incontrarsi mai. Non solo il corpo fisico è diverso, lo sono anche la psiche, la mente, la comunicazione.

Il Maschile è lineare, logico, razionale; incline all’ordine e alla rigidità, capace di pensare con facilità a se stesso e con difficoltà agli altri, competitivo, produttivo e concreto. Il Femminile è circolare, intuitivo, emotivo; incline ad occuparsi di molte cose contemporaneamente e a tenere sempre aperta una possibilità; capace di pensare con facilità agli altri e con difficoltà a se stessa, collaborativa e creativa.

Purtroppo nel tempo le qualità dei primi hanno assunto una connotazione positiva, considerate adatte per essere “spese nell’organizzazione della vita pubblica nell’interesse della società intera; quelle del femminile invece sono state ritenute caratteristiche distruttive, e per questo da contenere, reprimere, censurare.” (da Amnesty International)

Lentamente e sistematicamente la sensibilità Femminile è stata schiacciata dalla razionalità, la delicatezza sovrastata dalla forza, il senso di unione e famiglia disgregato dalle ambizioni cieche del profitto personale.

Il Femminile indebolito al punto da rinunciare persino a difendersi; confuso fino a dimenticare il proprio valore e a tradire se stessa per assomigliare allo “stabilito” dominante. Amazzoni che hanno acconsentito a tagliarsi il seno in nome dell’indipendenza dall’uomo e quindi della presunta libertà.

Oggi possiamo fare un bilancio: osserviamo un mondo profondamente lacerato, in cui ognuno ha pagato a caro prezzo la menomazione di aver messo da parte la metà di Sé. La Terra è violata e prosciugata, i bambini soli e programmati da subito a negare i propri bisogni fondamentali in favore di un qualche successo esteriore, le donne lontane dalla loro Natura più profonda per corrispondere a qualcosa e qualcuno che non sono e gli uomini stanchi, mortificati e impotenti- minacciati nel proprio valore e non più apprezzati per chi sono e per quello che fanno.

Il risultato è in questi numeri (19 settembre 2014):
Il 35% delle donne ha subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale (la cifra sale al 70% per forme di violenza fisica e/o sessuale da un partner) (UN 2013)
140 milioni tra donne e bambine hanno subito una mutilazione genitale (UN 2013)

Attualmente ci sono 10 paesi in guerra e 8 impegnati in un conflitto armato in questo anno: 5.444.222 bambini morti al di sotto del quinto anno di età, più della metà per malnutrizione 725.942.052 persone senza accesso ad acqua potabile 887.706.315 persone denutrite sul pianeta 3.725.162 ettari di foresta distrutta solo nell’ultimo anno 770.000 suicidi 286.532.480.161 $ spesi in droga quest’anno – probabilmente per sfuggire a tutto ciò ( http://www.worldometers.info/it/ 19/09/2014) Chi comanda e chi subisce? Chi ha ragione e chi torto? Chi ne esce vincitore e chi perdente? Rischiamo di uscirne perdenti tutti quanti: feriti, traditi, soli, separati e a pezzi. Questo aspetto così profondo e imprescindibile del Sé se non recuperato e innalzato alla posizione che merita, lascia tutti, donne e uomini senza distinzione, incompleti, impotenti e claudicanti.

Non vogliamo più parlare di Femminile in termini di rivalsa, vendetta o lotta; anche questo è un modo che femminile non è. Se davvero abbiamo l’intenzione di guarire il Femminile ferito, a beneficio di tutti, è necessario onorarlo da subito nel modo.
Il Femminile è morbido, rotondo, accogliente; vuole unire anziché separare, guardare l’insieme anziché il singolo, trovare soluzioni basate sul bene di tutti e non sul paradigma ‘mors tua vita mea’ dove il successo di alcuni va immancabilmente a scapito di altri.
La coscienza femminile vede oltre quel che appare, antepone il giusto al ragionevole, pensa in termini di noi oltre l’io. Concede un posto per ognuno e concepisce il benessere di tutti; il Femminile non impone ad ogni costo la propria idea ma ascolta, in silenzio spesso, se una voce più profonda ha altro da dire. Il Femminile è ciclico e ha un’ottima memoria, per cui passa e ripassa sulle vecchie ferite finché non è certo che siano guarite. Non crede solo nell’azione, nel manifestare le cose con sforzo, determinazione e fatica (assolutamente necessarie peraltro), nel tenere tutto sotto controllo; alterna a momenti di non-fare, di attenzione alle vere intenzioni che animano l’azione, di lasciar che le cose succedano.

Lasciar fare significa essere un contenitore- farsi vaso- in cui accogliere quello che c’è, senza volerlo alterare a tutti i costi secondo una propria idea. Il Maschile crede nel piegare la realtà esterna al proprio volere come atto di forza; il Femminile crede nel piegare se stessa ad una forza più grande come atto di umiltà.

Il Futuro chiede a gran voce di nascere da un processo creativo integro: l’unico che alla lunga possa funzionare.
E’ assolutamente necessario che tutti, uomini e donne, singoli e governi, fedi religiose e laiche, ci impegniamo nel portare avanti un equilibrio tra queste due potentissime forze; una parte ricettiva così come una attiva, una parte di attenzione all’interno così come una giusta attenzione all’esterno. Riflessione e azione insieme, sentire e manifestare, accogliere e offrire. Utilizzare e ringraziare, spingere con energia e riposare con calma.
In Natura l’inverno non vale meno dell’estate, non si predilige il frutto a dispetto del fiore, né un capodoglio compete con una libellula per chi sia migliore.

Il mondo che vediamo è lo specchio di un’umanità ferita. Nulla può durare a lungo se si regge su una menzogna.

La bugia alla quale abbiamo creduto finora è che il Maschile sia solo degli uomini, e superiore. Che il Femminile sia solo delle donne, e inferiore. Che il successo, il potere e la felicità stiano nella supremazia di uno rispetto all’altro, e che per raggiungere tale supremazia ogni mezzo sia lecito, per quanto violento, illegale e amorale.

Ma nessuno può andare molto lontano saltellando su una gamba sola, e sanguinando dall’altra; se vogliamo continuare a camminare, e ad avere un Futuro verso il quale andare, è necessario riconoscere il valore di entrambi i nostri piedi, destro e sinistro, Maschile e Femminile, e dare spazio, credibilità e riconoscenza alla loro presenza in egual misura.

Uomini e donne di tutto il mondo ci stiamo ribellando a questa obsoleta e malsana credenza, e lavoriamo duramente per cambiare la realtà che ci circonda cambiando prima gli occhi attraverso i quali la guardiamo.

Vediamo un Futuro in cui l’umiltà avrà lo stesso valore della forza, la dolcezza lo stesso valore del potere. Un Futuro in cui la lentezza sarà tanto elogiata quanto la velocità e il bene collettivo verrà prima del tornaconto personale.

Vediamo un Futuro in cui la morbidezza sarà più stimata della rigidità e il piegarsi simbolo di saggezza e successo.

Un Futuro in cui la vulnerabilità, probabilmente il più grande potere del Femminile, non sia più sinonimo di debolezza e quindi disprezzato, ma verrà innalzata a valore primario.

Vulnerabilità è sinonimo di permeabile: significa aperto alle cose che entrano così come a quelle che escono, disponibile, presente. Vulnerabilità non è l’incapacità di difendersi, ma la realizzazione che non ce n’è alcun bisogno. Solo chi ha paura di perdere si deve difendere, combattere, aggredire; il Femminile sa che restare vulnerabili e rinunciare a difendersi è un atto di forza, la dimostrazione pratica del potere che deriva dal sapere profondamente, senza nemmeno un seme di senape di dubbio, che nulla di quello che vale davvero ti potrà mai essere portato via. Da nessuno.
E quindi nessuno oserà, ma soprattutto nessuno vorrà più, portarlo via.

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